Alcedo Torino

Circa tre secoli fa nacquero i primi mulinelli da pesca a forma di arcolaio.

Una lunga serie di trasformazioni, evolvendo il principio della ruota girante attorno ad un asse, ha dato origine al mulinello a tamburo fisso con il concorso del quale è nata la vera  e propria pesca a lancio.

La diffusione di questo sport ha avuto inizio con la comparsa di tale apparecchio che, attraverso successive evoluzioni e trasformazioni è attualmente, per le prestazioni cui deve soddisfare, un oggetto meccanico di alta precisione e, per gli sforzi ai quali è sottoposto, di particolare robustezza.

I mulinelli  Alcedo sono stati costruiti a suo tempo rispettando questi principi, ed erano giudicati sul mercato mondiale apparecchi di alta classe.

L’ azienda  fu fondata dal Dott. E. Rolandi nell’immediato dopoguerra, la sede storica era ubicata a Torino, in Via Tempio Pausania 4.

Non siamo a conoscenza di documenti che attestano la data esatta della nascita della azienda. Nella prima edizione del Libro LANCIARE di Giovanni Rondone Olgiati del 1943,  i mulinelli Alcedo non sono menzionati, nella seconda edizione del 1945 il mulinello viene così definito: “Alcedo. Caratteristiche: moltiplica più di 1 a 3, cricco, prendifilo interamente automatico a ponte semicircolare, arresto indietreggio facoltativo. In tre tipi Nn. 1, 2, 3.”

Da questo è facile pensare che la azienda iniziò a produrre sicuramente dopo questa data.

Negli anni successivi ci furono altre sedi commerciali, in Via Sacchi 40, e in Via Challant 36 .

L’Alcedo produsse mulinelli da pesca fino al 1975,   in quell’anno l’azienda venne rilevata da Giovanni Coppola e Silvio Tessa  ( COPTES ), continuarono a costruire i mulinelli con il marchio Alcedo fino al 1982.

In circa trent’anni   ha venduto in Italia e nel Mondo, mulinelli di eccelsa bellezza e robustezza, il maggior successo lo ebbe sul mercato statunitense, ancora oggi l’alcedo Micron riscuote grande interesse verso gli appassionati di oltreoceano, il caratteristico medaglione con il Martin Pescatore, lo rendeva unico ed inconfondibile, vanto del “made in Italy”! Motivo che ha dato  vita a numerose collezioni monotematiche.

L’azienda in quegli anni non si limitò ha costruire solo mulinelli , in catalogo oltre ad avere bellissime esche metalliche (oggi molto ricercate dai collezionisti del genere), aveva anche fucili subacquei.

Gli appassionati avanti con l’età ricorderanno sicuramente la serie Hydra, apprezzati fucili a compressione idropneumatica.

Chi come me ha iniziato a collezionare da anni, sa bene la difficoltà di reperire alcuni esemplari per completare la propria collezione.

Il nostro intento è quello di cercare a dare un aiuto ai nostri amici collezionisti, specie ai neofiti, sia per dare un “ordine” nelle proprie vetrine e sia (cosa importante) a dare una risposta, con la vostra collaborazione, la dove sussistono ancora dei dubbi .

In seguito, ogni modello sarà trattato singolarmente, saranno pubblicate foto e schede, con le varianti, ed eventuali esplosi,  in modo che gli amici collezionisti possano intervenire con le loro opinioni, e rendere l’articolo più ricco ed interessante, sperando che il tutto sia di vostro interesse.

Antonio Magliocchetti
collezionista Alcedo

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